Come riconoscere un sito web fatto bene

Come riconoscere un sito web fatto bene

Hai appena fatto un restyling al tuo vecchio sito web ma non sei del tutto convinto sulla qualità del lavoro? Oppure il tuo sito è stato realizzato ex novo e ti stai chiedendo se è organico al suo scopo.

Durante le chiacchierate con i nostri clienti, spesso emerge quanto non sia facile per essi distinguere un sito fatto bene da uno fatto male. Non essendo addetti ai lavori è difficile che abbiano gli strumenti di comprensione e valutazione.
D’altronde noi che non siamo meccanici mica riconosciamo eventuali problemi di un’auto ascoltando il suono del motore.

Tuttavia non è necessario essere webmaster per capire se un sito è fatto da un “cuggino”. Ci sono una serie di criteri e delle domande da porci che basterebbero per fare un’analisi.

Senza entrare troppo nello specifico su questioni grafiche e di design (sono sempre soggettive), abbiamo fatto una lista composta da 5 criteri oggettivi che speriamo possa esserti utile.

1. Qual è la funzione del sito? Viene assolta?

La domanda può apparire banale ma è il punto di partenza da cui dipende la valutazione di un sito web.

Ci capita spesso di incontrare siti fuori fuoco rispetto alla funzione che dovrebbero avere. Perché ricordiamoci che ogni sito ne ha una: vendere online, raccogliere leads, migliorare l’awareness del brand, divulgare informazioni ecc.

Se la struttura o l’esperienza di navigazione non sono armoniche rispetto agli obiettivi da raggiungere, sarà un sito fatto male. Ad es. un ecommerce che non ha il pulsante del carrello sempre raggiungibile da ogni sezione in cui ci si trova, avrà dei problemi. Idem se le schede prodotto non forniscono tutte le informazioni necessarie. Altro esempio: un sito che ha scopo informazionale può fare a meno di un design carico di effetti di transizione o elementi di bellezza non organici alla sua funzione. Da utente mi interesserà poco vedere bellissimi effetti di scrolling 3D se il mio scopo è solo scoprire il costo dell’ultimo modello di iPhone.

2. Chiarire immediatamente il tema del sito

Altro errore frequente, non precisare il topic.

Un utente che atterra sul sito deciderà entro i primi 10 secondi di navigazione se restare o skippare. Va da se che aprire la pagina con video o slideshow di foto magari molto belle ma poco descrittive della nostra attività può essere penalizzante. Idem puntare su un copy altamente creativo, ma poco didascalico. Una grande piaga sono ad esempio le citazioni o le frasi filosofiche sparate a caso. Servono ad alimentare l’ego del proprietario del sito ma non hanno alcuna utilità per l’utente. Qualcuno potrebbe anche trovarle pretenziose.

Dunque se ad es. il nostro sito è un hotel 4 stelle a Firenze, perché farci del male con l’ennesima citazione di Dante o Petrarca? Piuttosto meglio aprire con un semplice ed efficace “Hotel**** Firenze Centro”.

In un colpo solo rispondiamo a 3 domande:

1) tipologia di sito
2) fascia di prezzo
3) ubicazione geografica

3. Prima il mobile!

Può sembrare uno slogan sovranista ma dato che la percentuale di utenti che navigano “in mobilità” si attesta mediamente intorno al 60-70% (in certi settori anche maggiore), l’esperienza di navigazione deve essere impeccabile. Per impeccabile intendo veloce, esauriente, che non dia adito a dubbi su dove cliccare. La navigazione deve essere semplificata.

Se ciò che cerco è solo il numero di telefono o l’indirizzo di un ristorante in cui prenotare, magari non ho voglia di scorrere una photogallery di 50 foto e dover scrollare fino a fondo pagina per trovare finalmente ciò che mi serve.

Ricordiamoci anche che la connettività mobile non sempre gode di buona copertura. Dunque se siamo alla ricerca di un orario di apertura o un numero di telefono che risolva un’emergenza è importante riuscire a farlo nel minor tempo possibile.

Un sito fatto bene renderà veloce la consultazione anche su mobile.

4. È presente sui motori di ricerca?

Può sembrare strano ma il web è pieno di siti che non sono presenti su Google. Qualcuno chiederà: “ma se non sono presenti su Google come li trovo?”. Ottima domanda. A meno che non si tratti di siti importanti cercati per chiave di brand (es. Fiat Panda, Gardaland, Mediaworld) non verranno trovati. Non è per niente automatico che un sito venga indicizzato (inserito nei propri indici) da Google. È necessario mettere in atto una serie di azioni on page (meta-title, URL, keyword, link interni ecc.) che sono essenziali. Se queste azioni non vengono apportate abbiamo la certezza che Google snobberà il sito. Ma se la SEO on page è cosi importante perché non viene fatta? Un po’ per la fretta di andare online, un po’ perchè nei siti low cost non c’è attenzione per certi aspetti. Di sicuro è più frequente di quanto non si pensi.

Ok, ma come faccio a sapere se in un sito è stata fatta almeno la SEO on page? Per scoprirlo è sufficiente aprire il codice sorgente di una pagina, tasto destro > “visualizza codice sorgente”. Circa all’inizio del codice troveremo una serie di istruzioni tipo queste:

Alcuni meta tag da settare per una corretta SEO on page

Se le troveremo almeno una parte del lavoro è stato fatto. In caso contrario contatta Httpixel per informazioni e preventivi. Saremo felici di darti una mano.

5. Il prezzo del sito è un parametro di valutazione?

A mio avviso si.
Le agenzie web low cost e soprattutto le piattaforme di web buiding (Wix, l’italiana Flazio, Shopify) negli ultimi anni hanno passato il messaggio che un sito può essere realizzato con poche centinaia di Euro (200-300€) o addirittura gratis. E anche senza nozioni tecniche. Bene, non è così. Il lavoro del webmaster richiede preparazione, creatività, conoscenze tecniche ed esperienza. Insomma non ci si improvvisa. Del resto se per certi settori ci avvaliamo di un professionista (avvocati, elettricisti, geometri, ecc.), per quale ragione per la realizzazione di un sito web che rappresenterà la nostra azienda negli anni a venire dovremmo pensare al fai da te. Certo Wix consente di mettere in piedi qualcosa di vagamente dignitoso, ma senza alcun supporto alla SEO, senza personalizzazione efficace e con tanti limiti. Soprattutto senza alcuno studio preliminare del settore, dei competitor e degli obiettivi è facile cadere nei sopracitati punti 1 e 2.

Dunque tornando a noi può il prezzo del sito essere un parametro di valutazione? Assolutamente sì. Se vi propongono un sito per poche centinaia di euro, sarà un sito scadente. Un lavoro superficiale, che non tiene conto dei bisogni del cliente, ma mira solo ad emettere una fattura in più. Un sito che probabilmente non tiene conto del target, con un copy scritto in maniera poco coinvolgente e senza le CTA (call to action) necessarie a convertire un visitatore in cliente. Insomma un lavoro del tutto inutile, che per quanto avremo pagato poco, non rappresenterà un investimento ma solo un costo.

Spero che quest’articolo ti sia stato utile a riconoscere un sito web fatto bene e ne faccia tesoro quando dovrai realizzare il tuo. Scrivici nei commenti cosa ne pensi.

A presto!

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